Frammenti di Parigi

Il Quartiere Latino e' affollato:
«Un caffe, s’il vous plait».
E fuori, nel suo incanto,
Paris risuona e vive in me.

***

Parigi, febbraio. Siedo e piango
sotto le arcate cupe di Notre-Dame,
dove il crepuscolo e' segnato di tristezza,
dove, leggero come un capello,
risuona e cade sulle spalle
una lontana, tenera voce,
e le lacrime gocciolano come candele
 per il peccato di Adamo ed Eva.

***

Mercato di sogni venduti a peso,
affari che masticano l'arte e la storia.
 Dov'e' il cuore? Dov'e' la memoria? 
Tutto e' vetrina, senz’anima e reso.

***

Montmartre, puoi davvero piangere
per i giorni che volano via?
Si conficcano nei cuori
dei sogni ardenti.
Chi puo' guarire
dal bagliore e dalla gloria ormai passati?
A me restano le piogge,
tentazione di un incontro…


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