Amami ora. 7. Un desiderio

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte I. AMAMI ORA!

1.7. Un desiderio

Arrivammo al fiume sabato mattina. Faceva un caldo soffocante, +34°C, a giudicare dalle notizie. Non sopportavo il caldo, grazie a Dio, avevamo l’aria condizionata in macchina.

– La vita scorre veloce come questo fiume, – disse Nicolas tristemente, abbracciandomi. – Cos’altro ti piacerebbe fare in tempo nella vita, Pauline?

Chiusi gli occhi, riflettendo, e lui mi accarezzo` delicatamente con un filo d’erba.

– Andare a Parigi con te! – decisi finalmente.

– E` d’obbligo! Ma non oggi...

– Ve bene, domani! – risi.

Entrambi avevamo molto a che fare con la citta` degli innamorati, ma non eravamo mai stati a Parigi insieme, solo separatamente e nei tempi diversi.

– Sai che piani grandiosi abbiamo per oggi? Ora nuoteremo, pranzeremo, poi faremo una passeggiata a Kuskovo. Stasera ci aspetta “Giselle” a teatro, e poi...

Capii che il programma culturale era dovuto al nostro litigio di lunedi. Nicolas voleva fare ammenda. Gli avevo gia` parlato di Kuskovo tante volte, e lui aveva portato i suoi dipendenti a vedere “Giselle” per festeggiare l’anniversario della loro azienda.

– Allora, e poi? – gli chiesi.

– Allora, e cosa vorresti?

...Dopo aver visitato il palazzo di Kuskovo e la mostra nell’Orangerie, ascoltammo un frammento di un concerto di beneficenza e, sulla strada per la Grotta, ci fermammo alla casa-museo italiana.

– Fate un salto, non ve ne pentirete! – ci chiamo` l’ospitale padrona di casa. – La casa e` piccola ma molto accogliente! Vi raccontero` l’enigma del Conte Sheremetev. Se lo indovinate...

Dovevamo trovare tre bruchi nascosti tra le foglie di un piccolo albero di metallo. Ne vidi due subito, ma la ricerca del terzo era dura. Alla fine, trovai anche quello.

– Ora esprimi un desiderio! Ti assicuro che, qualunque sia, si avverera` sicuramente! – ha promesso la donna sorridendo.

– Allora... saremo a Parigi domani, – dissi con voce seria e risi.

Avendo raggiunto il teatro, trovammo i nostri posti, il 13° ed il 14° in sesta fila. Una combinazione cosi pericolosa di 6 e 13 non mi disturbava affatto. Quel giorno sembrava uno dei piu` felici della mia vita!

Finalmente, arrivammo al vecchio e vuoto appartamento dove un tempo avevano vissuto i genitori di Nicolas. Eravamo accolti da un’afa insopportabile, ma Nicolas disse che era meglio non aprire le finestre “per cospirazione”. I vicini spaventati, immaginando che qualcuno era entrato dalla finestra, potevano chiamare la polizia...

– Ho tanto sonno! –  gli dissi, sbadigliando dolcemente al pensiero che era la prima volta che Nicolas mi lascio` stare con lui fino al mattino, invece di rimandarmi a casa a mezzanotte, e finalmente ci saremo svegliati nello stesso letto da marito e moglie.

– Almeno prendiamo un po’ di ta`, cara! Non per niente ho comprato i tuoi dolci preferiti! Pero` non c’e` il bollitore elettrico, quindi dovremo aspettare un po’...

Annuii stancamente, chiudendo gli occhi. Nicolas ando` in cucina e lo seguii mezzo addormentata. Si fermo` vicino al fornello.

– Che peccato, qui c’e` il gas! Ho dimenticato dove sono i fiammiferi...

– Anch’io ho un fornello elettrico a casa, – ho borbottato, addormentandomi di corsa.

– Dove sono i fiammiferi, dove sono i fiammiferi? – si chiedeva Nicolas, canticchiando piano.

– Al diavolo il te`! Andiamo a letto, – sussurrai e lo abbracciai, aggrappandomi al suo collo senza avere piu` forza di stare in piedi.

...Mi svegliai, guardai l’orologio sul comodino e rimasi inorridita! Non avevo potuto dormire cosi a lungo! Mi diressi velocemente in cucina e trovai Nicolas in piedi alla finestra.

– Senti, mi dispiace! – esclamai. – Perche` non mi hai svegliata? Hai detto che avevi un appuntamento la mattina presto a...

– Hai dormito bene? – Nicolas mi interruppe improvvisamente a meta`.

– In un posto nuovo, intendi? – gli chiesi, ricordando lo stupido detto sugli sposi sognanti nei posti in cui le ragazze si addormentavano per la prima volta.

– Si, – Nicolas distolse lo sguardo, sospirando. – Hai sognato qualcosa?

– Qualcosa di pesante... Stavo soffocando, volando nel vuoto attraverso un tunnel nero... Perche`?

– E c’era un ruggito ed un tintinnio nelle tue orecchie, – aggiunse Nicolas tristemente.

– Si, sembra di si. Come lo sai? Ho urlato nel sonno?

– Come stai adesso? – mi chiese, sempre stando alla finestra.

– Sto bene! No, nemmeno quello! Sono la donna piu` felice del mondo! Al diavolo Parigi! – sorrisi, mi avvicinai a Nicolas e gli premisi la guancia contro la guancia.

– Perdonami, Pauline, – mi sussurro` all’orecchio.

– Per cosa?! – ero sorpresa.

– Non ti ho mai detto che ti amo. Ti amo.

“Deve essere successo qualcosa se mi ha detto questo!” – pensai.

– Nessuno ci credera` tranne te, – sospiro` Nicolas in qualche modo condannato, – anche se ora non importa piu` molto...

– Cos’e` successo?

– Ho sempre avuto paura che tu lasciassi la Terra in modo drammatico. Ma ieri...

– Ti amo anch’io, – cercai di rassicurare Nicolas, riflettendo intensamente su cosa volesse dire. – Metto su il bollitore, beviamo te`!

Nicolas cerco` di fermarmi con un gesto, ma mi fermai solo per un attimo, chiedendomi: “Dove sono i fiammiferi?”, e poi mi avvicinai ai fornelli quando all’improvviso notai che il fornello era gia` acceso, ma non c’era fuoco...

– Oh no! – gridai al pensiero che mi aveva trafitta. – NO! NO! Non ora, che tutto va cosi bene! Dimmi che non e` vero!!!

– Ma e` vero, cara, vero, – sussurro` con il cuore spezzato. – Perdonami, sai che non l’ho fatto apposta...

Mi ritrovai subito alla porta della camera da letto, ma Nicolas mi blocco` la strada.

– No, Pauline, non entrare! E` orribile...

Mi sedetti sul pavimento lentamente, Nicolas mi abbraccio`.

– E` tutto gia` finito, – mi disse cercando di consolarmi in qualche modo. – Andra` tutto bene. Ora ti calmerai e andremo a Parigi. Non ci siamo mai stati insieme ancora...

Luglio 2002


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