Amami ora. 5. Il vento dei cambiamenti

RACCONTI DI FANTASMI
le storie raccontate a me dai miei fantasmi

il libro di Alessandra Kriuchkova

Parte I. AMAMI ORA!

1.5. Il vento dei cambiamenti

“Via 1° Aprile, edificio 77, ingresso B,
quinto piano…”

Conoscevo quell’indirizzo a memoria, avendo lavorato per oltre quattro anni come capo contabile nell’ufficio di una piccola azienda con sede li. L’azienda, che amavo moltissimo, era diventata quasi la mia seconda casa, ma stava attraversando un periodo difficile, per non dire le sue ultime ore. I proprietari svizzeri avevano rinviato a lunedi la pubblicazione della decisione gia` presa sulla liquidazione, che avrebbe dato inizio al doloroso processo di divisione dei beni, denaro compreso, ovviamente.

La giornata lavorativa era gia` finita, ma il direttore finanziario, George, ed io eravamo seduti nel suo ufficio a gustare un melone.

– Beh, dimmi, Arisha, hai fatto magie? – chiese George, riferendosi al nostro futuro.

– Si`, certo, – borbottai a malincuore, consapevole del suo scetticismo.

– Come stavolta? Solitario o caffe`?

– Sai, carte, caffe` e tutte quelle cose sono solo giochi da bambini se non c’e` niente dietro. Il Mondo Sottile e` chiamato cosi perche` e` immateriale; la sua porta non puo` essere aperta solo con chiavi terrene, come carte o caffe`. Se non riesci a leggere i segnali, a sentire con la tua anima, a sentire la tua voce interiore, nessuna carta ti sara` utile.

– Va bene, diciamo cosi. Cosa senti adesso?

– Un vento di cambiamenti.

– Buoni o cattivi?

– Cardinali!

– Qualcosa di piu` specifico? Ti libererai finalmente della paura di ingrassare dopo il parto ed accetterai di diventare mia moglie?

– Olga sta arrivando, tagliale un pezzo di melone, – gli dissi con calma, senza reagire alle sue battute scettiche.

Dopo un paio di secondi, qualcheduno ci busso` alla porta ed un’allegra e fiorente Olga, la responsabile delle risorse umane, apparve sulla soglia.

– Ciao, amici! – disse lei e si sedette accanto a me.

– Dal nostro tavolo al vostro tavolo, – le passai un pezzo di melone su un piatto.

– Grazie, Arisha! Ho delle notizie per voi!

– Buone o cattive? – chiese George.

– Sto cercando lavoro... Saremo liquidati, non c’e` altro da aspettare! E` meglio preparare una pagliuzza in anticipo! Dunque, ho notato un annuncio di lavoro da un’agenzia di reclutamento. In realta`, a quanto pare, ne hanno due! – disse Olga enigmaticamente.

Ci scambiammo un’occhiata con George.

– Beh, sta diventando sempre piu` interessante! – lui sorrise.

– In breve, un’azienda straniera nello stesso settore di attivita` ha bisogno di un direttore finanziario e... capo contabile! – riassunse Olga con voce solenne.

– Wow! – esclamai sorpresa e tirai un sospiro di sollievo.

– Non e` solo “wow”! – disse Olga offesa. – E` un segno del Cielo! Destino! Dove troverete una combinazione cosi complessa per continuare a lavorare insieme?

– Forse, hai ragione, – concordo` George senza molto entusiasmo. – Comunque, preferirei non lavorare con Arisha, ma vivere! Felicimente e per sempre!

– L’uno non esclude l’altro! – dichiarai. – Allora, Olga?

– Allora, Arisha, sto per vendervi entrambi! Con le rigaglie! – lei esclamo` trionfante. – Nessun nome ancora, ovviamente! Ho chiamato quell’agenzia, senza specificare la nostra azienda. Ho chiesto se c’era qualcosa anche per me, lanciando la canna da pesca... Beh, il loro responsabile delle risorse umane contattera` il cliente e mi fara` sapere il risultato! Ve lo diro` allora! Non dimenticare di portarmi li quando sarete assunti al lavoro.

– D’accordo! – promise George.

Olga fini` il suo melone ed ando` a casa. Lavavo i piatti in cucina, pregustando il Vento dei Cambiamenti, quando all’improvviso uno strano pensiero mi venne in mente e tornai di corsa nell’ufficio di George.

– Non ti sembra strano che un’altra azienda straniera sia apparsa nel nostro ristretto settore, quando...

Non finii la frase, perche` le luci si spensero in tutto l’edificio.

– Che differenza fa adesso? – George sospiro`, abbracciandomi dolcemente, ma...

...la porta d’ingresso del nostro piano fu sbattuta rumorosamente, si udirono passi pesanti ed il mio cuore inizio` a battere con una strana premonizione, dato che di solito non c’era nessuno a quell’ora, tranne Olga e noi...

– Una guardia giurata, probabilmente. A causa della corrente elettrica, – hipotizzo` George e decise di assicurarsi di aver ragione.

***

...Quella sera, salutando – ed ovviamente per sempre – la mia quasi seconda casa, rimpiangendo solo che la mia prima non aveva mai visto i miei bambini, cosa che naturalmente sognavo, ma che rimandavo costantemente “a domani” a causa dei miei complessi e delle mie paure (e se non avesse funzionato, o se il bambino fosse nato malato, o se mi fossi trasformata in una cicciottella e George avesse iniziato a tradirmi), mi fermai davanti alla porta socchiusa dell’ufficio di Olga. Lei aveva dimenticato il telefono sul tavolo, e suono`, informando di un nuovo messaggio ricevuto.

Oh, curiosita`!... Mi avvicinai e lo lessi.

“I vostri candidati sono benvenuti domani alle 14:00,
piano n. 5, ingresso B, edificio 77,
via 1° Aprile.”

– Mia piccola strega! Hai sempre ragione, – sorrise George. – Che vento soffia adesso?

– Il vento dell’amore, – risi, distaccandomi dalla situazione.

Dopo aver disegnato, come da bambina, due cuori trafitti da una freccia, con il sangue che gocciolava, sulla pagina di quella data nel diario di lavoro di Olga, presi George per la mano e uscimmo dalla finestra verso il Paradiso, senza alcun desiderio di pensare a chi ci aveva ordinati di morire...

Agosto 2002


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