Intreccio eterno

Come non credere all’eterno intreccio
di fili invisibili, forti come corde,
destini intrecciati, flusso delle stelle,
che ci riunisce — non subito, ma indietro...

Indietro — tra vite giá vissute,
tra sguardi dimenticati e sogni perduti.
In te — la mia casa, la mia quiete, la mia speranza,
il mio tempio silenzioso nel caos del mondo.

Lo so — qualcuno, stanco dell’eterno,
ci ha guardato dall’abisso dell’essere,
e con un dito, lieve ma quasi distratto,
ha detto: "Qui. Qui nascerá una famiglia."

E noi — come argilla tra mani invisibili,
ma io — schiava libera in quella volontá.
Custodiró la tua luce attraverso ogni prigione,
tra le piogge degli anni e il peso di febbraio.

E se la vecchiaia — é l’ora silenziosa della pace,
che venga — ma solo con te.
Tu — provato dal tempo, dal destino e dalla lotta.
Tu sei rimasto. Ora sei mio.

aprile 2025


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